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Noi corriamo, corriamo al punto che fatichiamo a ricordare i dolci, vuoti pomeriggi che un tempo ci permettevano di librare la mente sopra le contingenze quotidiane. Le notti che erano soltanto un luogo a cui appendere pensieri, e che preludevano a un altro giorno in cui tutto era consentito.

In quei giorni e in quelle notti di oltre 10 anni fa, sapevi che la costrizione aveva un tempo ben determinato. E’ vero, eri costretto ad alzarti con gli occhi ancora cisposi di sonno, a vestirti meccanicamente dopo la colazione, a trascinarti nella triste e trita realtà del liceo. Ma lì nessuno ti poteva obbligare ad ascoltare, a prendere appunti, a essere completamente presente a te stesso. E difatti molte volte quelle mattine se ne andavano fra scambi di bigliettini dal contenuto fortemente emo, decorazione reciproca di diari, scrittura compulsiva di pagine e pagine di pensieri che scaturivano da un’osservazione, da un’idea, da un qualsiasi stimolo esterno.

In quel periodo decidesti che non ne volevi più sapere degli orologi per non dover neppure sapere quanto tempo di separava dalla fine, ovvero dalla libertà. E comunque era tremendamente facile trovare modi di fregare il sistema, di farti una passeggiata o rifugiarti in biblioteca o fuggire al mare e nella bella Bologna della perdizione giovanile. Così vicina e così diversa dalla piccola Ravenna.

In ogni caso, per me e per tanti altri che non seguivano pedissequamente il tracciato così accuratamente predisposto, quelli erano anni in cui si poteva pensare molto, leggere a profusione e passare ore in dialoghi socratici con altri amici filosofi e rivoluzionari in erba.

All’Università meglio ancora. Liberi dalle pastoie (oggi purtroppo sempre più strette) della frequenza obbligatoria, decidevamo lietamente quanto tempo perdere nelle aule e quanto in altre occupazioni solo apparentemente meno costruttive.

Perché è innegabile che il tempo di oziare, di pensare, di leggere, di commentare film, ascoltare musica e suonarla alla meno peggio, in compagnia di gente più o meno conosciuta, è un lusso che oggi non possiamo più permetterci. Quella meravigliosa ricchezza che ci ha reso quello che oggi siamo, ora non esiste più. Dobbiamo ritagliarci angoli al forsennato scorrere della civiltà moderna, in cui ormai siamo stati catapultati, per dedicarci a quello che abbiamo sempre amato sopra ogni cosa.

E allora dov’è finito il tempo? Rubato dal lavoro; rubato dalla ricerca di pubbliche relazioni; rubato dal traffico, dalla coda al supermercato, dall’attesa dei mezzi pubblici. Inghiottito dal “non mi va ma devo”, dal “mi sto costruendo”,  dal “ho ancora un buco in agenda”.

Siamo forse capi di importanti aziende internazionali, affermati professionisti, personalità pubbliche? Naturalmente no. Siamo solo una generazione fottuta da quelle precedenti, che si deve fare in quattro per ricavarsi un quadratino minuscolo di spazio al sole. Ma – e questo spesso fatichiamo ad ammetterlo – siamo anche una generazione che non sa resistere al superfluo: all’aperitivo, al vernissage, alla festa figa. Non sappiamo resistere ai mercatini, alle vetrine, al computer, a Facebook, alla cena fuori anche quando il conto è vuoto.

E così non siamo mai da soli, ma circondati da altre persone con la testa in tumulto. Nessuno ha avuto il tempo di sistemare tutti quei pensieri, che roteano minacciosamente alla ricerca disperata di una qualsivoglia sistemazione. Nessuno ha preferito restare una sera in casa anziché farsi trascinare dagli amici, e così, simili a nubi temporalesche, percorriamo i cieli di questo mondo irrequieto. Con la costante impressione che il Tempo ci abbia giocato qualche sporco tiro, sparendo al di fuori dalla nostra portata. Senza capire che la scelta è anche la nostra, e che la quiete è la più grande ricchezza che possiamo concederci.

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One thought on “Noi corriamo – dov’è sparito il Tempo?

  1. Doris! sei una continua sorpresa! Mi piace per come riesci a trasmettere i tuoi pensieri! C’é qualcosa di unico e prezioso in té!
    I tuoi genitori hanno proprio fatto un buon lavoro! (Hai mai pensato a scrivere qualcosa per loro, a dedicare parte del tuo tempo per scrivere loro una bella lettera! Whao! Che differenza nella loro vita! … e nella tua!)

    Tempo! Ti scorre fra le mani, cerchi di fermarlo ma ti scorre fra le dita. Vorresti fermarlo a riavvolgerlo come una fune ma non ci riesci e ti scappa via! Tempo, tempo, tempo! É la cosa piú preziosa che abbiamo e la cosa piú difficile da investire nel modo giusto! Tempo! Non é mai abbastanza e vorresti averne di piú ma non é proprio in vendita!
    Un consiglio: Riempi la tua vita di belle memorie piú che puoi vacendo qualcosa per migliorare la vita delle persone che ti circondano (mi piace quello che hai fatto quando hai dedicato un pó del tuo tempo parlando con un anziano che ripuliva un angolo di parco durante una tua passeggiata! Quel tuo piccolo gesto ha sicuramente fatto una grande differenza per lui! Brava!).
    Tutti quanti abbiamo bisogno di qualcosa e molte volte tutto quello che ci serve é solo una parola, un buon gesto e un sorriso.
    Ogni volta che dedichi un pó del tuo tempo magari anche solo per un ” Ciao! come stay? ma come sei elegante oggi! Come guardi bene!” oppure per un piccolo aiuto, fai una grande differenza nella vita degli altri, aggiungi valore alla tua vita e sicuramente non é tempo perso. Questo puoi farlo anche nella coda al supermercato o mentri aspetti mezzi pubblici cambiando tempo perso in qualcosa di utile e costruttivo, per té e quelli che ti sono attorno!
    E per favore…..fai il possibile per non permettere a niente e nessuno di rovinare la tua giornata!

    Augurandoti tutto il meglio che la vita ti possa dare..
    Un grande abbraccio…
    Massimo

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