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A volte capita di pensarci, ai nostri amici lontani. Abbiamo attraversato così tanti cambiamenti, vissuto in luoghi diversi, fatto incontri fulminei & fulminanti. E così abbiamo amici ovunque. Ma amici veri, di quelli con i quali si può parlare per ore dopo non essersi incontrati per anni. Quelli che sai ti capiranno se gli parlerai di una nuova scoperta, di un dubbio esistenziale, di un tormento di cuore.

E così ci viene in mente che, per fare una chiacchierata, occorrerebbe prendere l’aereo. Allora ci accontentiamo del surrogato di comunità che ci ha dato il tempo in cui viviamo. Davanti al monitor speriamo di incontrare qualcuno su Skype, scrutiamo la chat di Gmail o di Facebook, e sconsolati finiamo con l’accorgerci che anche nella migliore delle ipotesi si prospetta qualcosa di molto meno bello e pregnante di una chiacchierata davanti a un bicchiere di vino in osteria.

Dove sono finiti gli amici? Si sono trasferiti oppure ci siamo trasferiti noi. Ognuno ha fatto la sua scelta pescando dal mazzo di carte offerto dalla vita, proprio come carte al vento ci siamo sparpagliati. Un tempo era facile: alzavi il telefono, ti davi un appuntamento, e i frutti dell’amicizia erano pronti per esser colti. Ora è tutto mediato, l’incontro reale aleatorio e disperso nel tempo. Che poi quando avviene, ti rendi conto di come tutto davvero possa riconnettersi, tutti i legami mentali e il pensiero comune e i percorsi che, per quanto siate lontani, ancora restano intrecciati da significati più profondi.

Incontri, saluti, arrivederci che potrebbero tramutarsi in addii, ma anche in ritrovi tanto più preziosi, quanto più ci si rende conto che in profondità niente è cambiato. Non resta che aggrapparci a quello che abbiamo, e fare di tutto per non perdere le persone che, per affinità elettive, per istinto o per i casi del destino, la vita ci ha fatto incontrare. Senza dimenticare di prenderlo, qualche volta, quel famoso aereo – o treno, o automobile, o mulo, qualsiasi mezzo a nostra disposizione. Perché niente potrà mai sostituire uno sguardo, un sorriso, una battuta faccia a faccia.

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One thought on “I nostri amici lontani

  1. Quanto é vero quello che dici…quanta gioia si prova nell’incontrare persone preziose, e che stupore nel trovarle da un capo all’altro del mondo, sia Zambia, sia Kenya, Bruxelles, NY, Forli o San Marino. Ogni volta pero, quando viene il momento di dirsi “Ciao” spesso senza sapere se seguirà un “Arrivederci”, si strappa un pezzo di cuore, scende qualche lacrimuccia sul viso, e bisogna raschiare fino al fondo del cuore per trovare la forza di far fronte alla separazione. La vita di chi ha sempre la valigia in mano é fatta cosi! erra chi pensa che sia tutto facile, leggero, indolore. Rimane pero qualcosa di più grande. Che non si conta sul numero di ore trascorse insieme, ma dall’intensità di un’emozione. Per questo, anche se i fili nel tempo si perdono e disperdono, il bandolo della matassa sempre si ricompone. E la danza della vita, anche se a ritmi e melodie diverse, ci coinvolge tutti, tutti fa danzare.

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