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Stamattina ho avuto un momento di pace assoluta, stesa sulla sabbia.

Era presto, il cielo non del tutto sereno, cosicché si poteva guardare in su e osservare l’azzurro interrotto da qualche nuvoletta soffice. Le rondini volavano in alto, i gabbiani – fino a un’ora prima padroni incontrastati della spiaggia – polemizzavano sugli scogli.

Non c’era quasi nessuno e non era arrivato neppure il bagnino. La gente non va al mare così presto, da queste parti, e per fortuna. Perché così ho sentito il rumore delle onde e mi sono goduta il venticello mattutino, e c’è voluta un’altra mezz’ora prima che la spiaggia venisse invasa da torme di persone e quella pace eterea volasse via.

Mentre ero stesa in quello stato di fragile beatitudine (una cosa davvero bella spesso lo è ancora di più perché sappiamo che finirà presto, e allora ce la godiamo per davvero) pensavo che quel cielo, quel mare, erano davvero lì per tutti. Che me li potevo godere io, ma anche una vecchia signora o un bambino piccolo.

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La totale gratuità della bellezza mi colpisce sempre. Mi fa pensare che spesso cerchiamo nel possesso di oggetti, titoli o altre cose una compensazione. A cosa? Semplice: al fatto che nella vita quotidiana non possiamo goderci la bellezza come e quando vorremmo.

La bellezza della spiaggia romagnola, che non tutti possono cogliere e apprezzare, sta anche nel suo essere una spiaggia democratica. Di questo sono profondamente convinta e ora cercherò anche di spiegarvi perché.

In primo luogo, la spiaggia a cui faccio riferimento io, quella del litorale ravennate, è accessibile a tutti. Prima ho parlato non a caso di anziani e bambini, ma anche le persone costrette a muoversi in carrozzina possono tranquillamente arrivare in riva al mare.

Ci sono spiagge comode e attrezzate ma c’è anche, per la gentaglia come me, una buona scelta di spiagge libere. Voi direte che è un dettaglio da poco, ma io posso venire qui ad agosto e trovare il mio angolino senza avere il vicino di telo a dieci centimetri da me.

E poi è una spiaggia democratica perché ci sono davvero tutti i tipi umani.

Ci sono quelli super palestrati, che vanno in giro mostrando orgogliosamente fisici impeccabili e sempre abbronzatissimi. Spesso sono anche completamente depilati e molto probabilmente passano dall’estetista molto più tempo di me.

Ci sono le famigliole che arrivano al mare come se si dovessero preparare a un assedio. Hanno: ombrelloni, tende per ripararsi dal sole, sdraio, sedie, tavolini e naturalmente diversi contenitori refrigerati dai quali estraggono ogni ben di Dio. Spesso queste famigliole sono anche dotate di fastidiosi apparecchi acustici, dai quali esce musica discutibile oppure la radiocronaca del GP o di qualche altro evento sportivo. In ogni caso sono vicini alquanto molesti.

Non di rado si incontrano anche le ragazze (o le signore) rifatte. Se non sono in topless, allora sfoggiano costumi super succinti. In ogni caso i loro seni sfidano ogni legge della fisica e le loro labbra assomigliano pericolosamente ai gonfiabili che tanto piacciono ai più piccoli. Gli occhi dei  vecchi marpioni, molto diffusi qui in Riviera, si incollano a queste femmine suscitando le ire dell’eventuale consorte al seguito.

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Imprescindibili sono poi anche le signore attempate ma ben tenute: spesso hanno i capelli molto corti di tinte audaci, per esempio biondo platino o rosso fuoco. Vanno in giro a branchi e camminano a lungo nell’acqua per prolungare la tonicità fisica.

Poi ci sono i nugoli di adolescenti, i quali si dividono in mille sottogruppi: gli sportivi che giocano tutto il giorno a racchettoni, gli sgamati che cercano di approfittare di un bagno in mare per allungare le mani, i debosciati che di nascosto di bevono le prime birrette agli happy hour e scoprono l’ebbrezza di ubriacarsi in pieno giorno.

A complemento di tutto ciò però c’è anche chi la spiaggia non se la gode poi molto: quelli che vendono il cocco (chiamati semplicemente “coccobbello”) e i cosiddetti “vu cumprà”, anche se onestamente non ho mai sentito uno di loro proferire questa locuzione in tre decadi che frequento la spiaggia. Loro ci sono sempre stati, da quanto ricordo. E mi viene da chiedermi se anche per loro questa riviera romagnola sia così bella, o assomigli piuttosto a un caldissimo, grande purgatorio.

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