Home

15 David DuchovnyHo quasi finito di vedere tutte le puntate di Californication, una serie abbastanza leggera e scanzonata che ho iniziato a guardare per curiosità.

A dire il vero non è che proprio la volessi vedere tutta, ma a me succede così: se un libro, un film, una serie, un fumetto è fatto bene (o anche solo passabilmente, per dire) non riesco più a staccarmi.

Mi è facile entrare nel mood, adoro farlo, perché poi alla fine la cosa fantastica di qualsiasi tipo di fiction è che ti mostra punti di vista diversi dal tuo.

Il mood qui lo tratteggio per sommi capi: c’è un protagonista che è un tipo da “so resistere a tutto tranne che alle tentazioni”, che ha talento ma che lo butta quasi sempre via, che ama una donna ma intanto finisce a letto con un sacco di altre femmine. C’è l’amore della sua vita, questa Karen che è una persona quasi irreale (idealizzata, perché vista attraverso gli occhi di lui) e una serie di personaggi sciroccati e abbastanza divertenti.

In realtà questa serie parla del delirio delle relazioni di coppia, di quanto sia difficile sintonizzarsi con gli altri, del rapporto fra genitori e figli, dell’abuso (di droghe, di alcol, di sesso, di aspettative), della depressione, dello spreco incredibile delle nostre potenzialità. Tutto ciò non è poco se consideriamo che è una serie leggera.

Parla persino di rock e ha una colonna sonora fighissima che non riesco a smettere di ascoltare.

Ma poi alla fine mi sono accorta che parla anche di un’altra cosa: la coazione a ripetere.

Di cosa diavolo sto parlando, ve lo spiego subito citando la sempre affidabile Treccani:

Sia nella vita di tutti i giorni sia nella terapia psicoanalitica, alcuni individui si trovano a vivere, più e più volte, situazioni sostanzialmente simili, spiacevoli, frustranti o rischiose, che talora si presentano in modo inaspettato e non sembrano correlate alla loro personalità o al loro comportamento. Assolutamente inconsapevoli del proprio ruolo attivo nel determinare gli eventi che li colpiscono, costoro si sentono vittime del destino e addirittura perseguitati dalla cattiva sorte

Non so voi, ma io mi sento chiamata in causa. Diamine, faccio sempre gli stessi errori! E mi trovo coinvolta in paradossi ed eventi surreali senza capire il perché, finché non mi rendo conto che alla fin fine è per via di un mio comportamento reiterato.

Lo dice una persona che ha sempre sonno ma che anche stasera all’una di notte preferisce scrivere che dormire.

Che si lamenta di essere troppo impegnata ma continua a buttarsi a capofitto nelle cose.

Che continua, con ottimismo a prova di bomba, a porsi obiettivi del tutto inafferrabili.

E quindi mi fa una tenerezza incredibile il povero Hank che si trova sempre intrappolato nei soliti schemi e nelle solite magagne.

Mi fa tenerezza perché è il contrario di un super eroe figo; è un povero arnese che si autocompiace della sua imperfezione, e ditemi se non lo facciamo un po’ tutti. Che ricade sempre negli stessi meccanismi, a maggior ragione quando se ne vorrebbe allontanare. Che però non è cattivo, è semplicemente un po’ troppo debole per questo mondo dove bisognerebbe essere incorruttibili e fortissimi e capaci di perseguire con determinazione obiettivi ben definiti.

Alla fine è un sognatore, un artista e un clown. Io che sono sognatrice, che forse non sono un’artista ma che sicuramente ho la vocazione di guardare il mondo attraverso le lenti dell’ironia, mi ci sono affezionata. Come mi affeziono a un sacco di personaggi, e anche questa è una (innocua) coazione a ripetere.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...