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E così sono arrivata alla terza sessione.

Ho esordito raccontando come mi ero sentita nella settimana trascorsa dalla seconda. Ho spiegato di avere avuto numerose crisi e di aver dovuto ricorrere, con maggiore frequenza del dovuto, all’odiato Ventolin. Mentre parlavo sono stata interrotta da alcuni colpi di tosse, la mia.

Ma andava bene così. Andava bene nel senso che effettivamente qualcosa si stava finalmente muovendo. Quindi, anche se apparentemente vi era stato un peggioramento, c’era poco da preoccuparsi. La dottoressa mi ha prescritto uno sciroppo ayurvedico (a dire il vero molto buono e piacevolmente balsamico) e mi ha fatto un altro po’ di domande. Avevo seguito praticamente tutte le prescrizioni alimentari, con una sola eccezione: una cena a base di piadina e prosciutto. Ma, le ho detto ridendo, ne era valsa la pena: era la piadina di mia mamma. Uno strappo alla regola si può fare se serve a mantenere il buonumore. Per le medicine, la transizione sarebbe stata graduale e piano piano avrei potuto fare a meno del Ventolin.

E l’umore? Dopo la primissima seduta, avevo avuto un giorno di instabilità totale. E’ una cosa che mi capita con una certa frequenza. Mi sento come se dei flussi alternati fossero liberi di percorrere il mio corpo e decidere il mio umore. A dire il vero quel giorno specifico c’era la luna piena, mi ha ricordato la dottoressa. E sembra assurdo e poco razionale ma effettivamente tutto torna: ho sempre avuto una fascinazione quasi morbosa per la luna. Mi sono data appuntamenti in riva al mare per vederla sorgere, l’ho seguita tante volte nelle notti di chiaroscuro, l’ho guardata affacciarsi dietro le nuvole sentendo uno strano legame con i suoi ritmi.

Poi, gli aghetti. Sono più delle volte scorse. Sento poco o niente e riesco a rilassarmi nonostante qualche starnuto. Esco dalla seduta di ottimo umore, complice anche l’azzurro splendente del cielo. Ci sono giorni a Milano, soprattutto nelle mezze stagioni, dove il colore del cielo sembra pennellato da un artista. Sono quei giorni in cui posso riconciliarmi con questa città e pensare che possa albergare abbastanza bellezza da rifocillare cuore e animo.

Poi ricomincio a correre, presa dal flusso. Succede un’altra di quelle cose strane alle quali mi sto abituando. Di colpo mi viene un raffreddore spaventoso e mi si ottenebra tutto. Dormo malissimo, svegliandomi ogni pochi minuti. Anche il giorno dopo è pessimo: raffreddore forte e tosse che mi scuote. Mi rendo conto però di un altro elemento positivo: non mi bruciano i polmoni come mi sarebbe accaduto fino a poco fa se mi fossi ammalato. E’ una specie di non-malattia, che supero saltando un Consiglio di Zona e concedendomi una serata per me stessa.

Be’, insomma. Ho deciso di seguire questo strano flusso, di crederci e di osservare ciò che mi accade. Sono ancora lontana dall’essere guarita ma sento che qualcosa si sta muovendo. Non solo il mio corpo, ma anche il mio modo di vedere le cose sta lentamente cambiando. Vedremo quali saranno gli esiti di questa avventura.

4 thoughts on “Curare l’asma con l’agopuntura – seconda puntata

  1. Ciao,
    come sta andando con agopuntura? Sono anche io asmatica e mi piacerebbe sapere se con l’agopuntura si possono avere benefici.
    Grazie,
    Simona

    • Ciao Simona!

      Ho fatto un ciclo di 10 sedute nel periodo autunno-inverno. La situazione è migliorata moltissimo: quando sono andata in cura, infatti, avevo difficoltà persino a salire pochi gradini e dovevo prendere il Ventolin anche 3-4 volte al giorno.
      Adesso conduco una vita tutto sommato normale, anche se la terapeuta mi aveva raccomandato di fare un “richiamo” primaverile, che invece – mea culpa – ho tralasciato. Mi capita rare volte di avere qualche episodio, ma i risultati ci sono stati eccome. Certo ciascuno di noi reagisce in modi molto diversi alle terapie, ma personalmente mi ritengo soddisfatta 🙂

      • Grazie,
        ho il primo appuntamento a metà luglio…speriamo che mi faccia bene. È da 2 anni che sono asmatica ho provato altre cure alternative con scarsi risultati e non ne posso più di cortisone!
        Grazie ancora,
        Simona

      • Fammi sapere come ti trovi! Avere un’altra testimonianza inizierebbe a rendere più significativa la casistica. Intanto, in bocca al lupo, ti auguro di riuscire a debellare o almeno attenuare questa fastidiosa patologia. Io ci ho convissuto praticamente fin dalla nascita e so quanto sia fastidiosa!

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