Home

Prima delle tanto agognate vacanze, ho deciso di trastullare i miei lettori con un simpatico racconto che ben esemplifica lo stato di disgregazione in cui versa sempre di più il nostro Paese.

Il 1 Giugno 2012 ho compiuto, dopo alcune riflessioni e titubanze, il “grande passo”: et voilà, sono ufficialmente una libera professionista. Se non che, prima di essere completamente a posto, bisogna passare attraverso alcune vicissitudini burocratiche. Per esempio, l’iscrizione alla gestione separata INPS. Inizia tutto in maniera molto innocua. “Esiste un’apposita procedura online”, mi rassicura il commercialista. Ah, bé, penso io, allora siamo avanti. E apro con fiducia il sito dell’INPS. Scopro che devo dotarmi di un PIN e ne faccio richiesta. “Riceverà metà del codice via SMS e metà per posta”, articola subdolamente il sito. Ho pensato: ormai esiste una cosa chiamata email, chissà perché devo aspettare una settimana per ricevere un codicillo? Ma la mia fiducia non era ancora intaccata e così ho aspettato con trepidazione il magico momento dell’arrivo del Codice. Finalmente (sono passati circa sette giorni) posso tornare sul sito e inserire il PIN così duramente conquistato. Cambiare PIN!! Mi avverte subito il sistema. E vabbé, ho dovuto aspettare una settimana questo codice blindatissimo per poi scoprire che va cambiato dopo tre secondi. Ok. Ora ho un nuovo PIN e posso iscrivermi online alla gestione separata INPS. Sono emozionata. Accedo al modulo e dopo vari tentativi mi rendo conto che c’è qualcosa che non va. Eh, sì. Non posso iscrivermi. Non esiste il mio codice attività e questo mi impedisce di procedere. Non mi perdo d’animo. Visto che sono residente a Ravenna, chiamo l’INPS della mia città. Dopo poco mi risponde una voce che di romagnolo ha ben poco, cosa che mi insospettisce. Spiego il mio caso e vengo accolta da un disarmante “Non so come aiutarla.”

“Ma io ho chiamato l’INPS di Ravenna per avere delucidazioni”, tento di dire

“Sì, ma ormai tutte le chiamate vengono dirottate su un call center”, mi viene risposto.

“Uh, e quindi?”

“E quindi deve recarsi all’INPS di Ravenna”

Lapalissiano, no? Perché privarsi di una bella coda allo sportello nell’era di internet? L’operatrice telefonica è gentile e mi spiega che purtroppo le procedure online sono state attivate ma manca una gran parte dei codici attività. Al che penso che magari lo si poteva anche scrivere in home page del sito: “Caro cittadino, se vuoi provaci, ma online la vedo dura. Vai allo sportello, che fai prima“.

Quindi vado allo sportello. Naturalmente c’è la solita desolante coda, in una stanza dove uno schermo proietta la programmazione di “INPS TV”: un’emittente di cui si sentiva davvero il bisogno. Mentre si attende, diamo un’occhiata al profilo del direttore dell’INPS, il mitico Mastrapasqua, uomo da 24 incarichi (fra cui anche quello da vicepresidente Equitalia) e 1.200.000 euro di reddito (stimato, perché i dati non sono pubblici) all’anno. Una persona che sicuramente ben capirà le esigenze della gente comune e che – come abbiamo modo di vedere – si prodiga con tutte le sue forze affinché tutto proceda al meglio.

Quando finalmente arrivo allo sportello, un’impiegata mi accoglie con gentilezza, ma senza alcuna risposta per me. La collega che si occupa della gestione separata è in ferie. Se voglio (e certo che lo voglio, anche perché è l’unica speranza che mi resta) mi può dare la sua email. Dentro di me penso: in un mondo normale, per ottenere questo indirizzo email ci avrei messo un minuto. In Italia, ci ho messo una settimana abbondante. E non ho ancora avuto una singola risposta.

“Ah, ma se gli operatori dei call center non rispondono va ancora bene” mi dice sconsolata l’operatrice “perché a volte rispondono e dicono colossali cazzate. E del resto cosa può interessare a ragazzi assunti per tre mesi, in precariato assoluto, senza prospettive?”

Il bubbone è scoppiato e l’impiegata si sfoga con noi. “Da qualche tempo a questa parte le cose si stanno deteriorando con estrema rapidità. Sembra che vogliano impedirci di lavorare, di offrire un servizio adeguato. Anche la storia dei telefoni: per un periodo sembrava che dovessero toglierceli del tutto. Almeno ci hanno lasciato la possibilità di chiamare, altrimenti saremmo stati del tutto impossibilitati a fare il nostro lavoro.” Ma non è tutto: “I processi che prima seguivamo sono stati scorporati, creando inefficienza e perdita di tempo. Se non mi importasse niente del mio lavoro potrei fare finta di niente, ma non è così. Io altri 20 anni in queste condizioni non li faccio, piuttosto – mi sono già informata – vado a fare la pastora. C’è carenza di pastori.”

Ed è lì che mi sono detta: ecco, questo è il futuro. Qui va tutto a rotoli, rapidamente e inesorabilmente. Ci toccherà riappropriarci di mestieri antichi, armarci per la sopravvivenza. Perché quando alla testa dei grandi enti deputati alla sopravvivenza dello Stato e alla fornitura di servizi fondamentali si trovano super manager incapaci (nella migliore delle ipotesi) oppure seriamente motivati a destituire i diritti delle persone, allora si torna a una condizione pre-statuale. La mentalità dell’homo homini lupus torna a farsi largo, lo si sente nei discorsi della gente, nella sfiducia, nello sguardo ferino che lanci a chi è più sull’orlo del baratro di te. Speri che cada, che si tolga dai piedi, non pensando che questo ti avvicinerà a tua volta al baratro, e che dietro di te qualcuno già ti augura di soccombere. Andiamo a fare i pastori, finché siamo in tempo. Oppure armiamoci di coraggio (il coraggio di chi ha poco da perdere) e cerchiamo con tutte le forze di cambiare le cose, prima che non ci sia davvero più nulla da difendere.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...