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L’ho sempre pensato: alcuni incontri non si fanno per caso. E non mi riferisco qui solo alle persone ma anche ai concetti, alle idee, a una melodia, a un libro, a un pensiero. Spesso le cose ci si parano dinnanzi quasi per necessità: perché ne avevamo bisogno. Un giorno, a sedici anni, sono passata in mezzo a un centro commerciale dissestato e ho visto un baretto che mi ha attratta. In quel baretto ho incontrato il mio primo amore, ho scoperto un universo a me sconosciuto, ho fatto esperienze mistiche, ho servito cocktail inventati a cavie compiacenti, ho conosciuto persone la cui amicizia ancora stimo e coltivo. Poco tempo fa, invece, ho occhieggiato i cambiamenti di una vetrina in una viuzza che porta alla Barona, ho visto che nasceva qualcosa di nuovo, a dire il vero neppure so di cosa si tratti. Poi una sera sono passata di lì, erano circa le nove e c’era una di quelle nebbie incredibili, di una consistenza e di un odore palpabilissimi, densi. C’era l’inaugurazione di quello spazio e su un muro campeggiava la scritta “non cosa ma come”. All’inizio ho trovato che fosse una strategia comunicativa furbetta ma anche un po’ tendenziosa. Perché il cosa conta, inutile negarcelo. In questi giorni però, visti i vari avvenimenti politici (sui quali non mi voglio soffermare) e i comportamenti delle persone che mi stanno attorno, ho riveduto il mio iniziale sospetto. E ho capito che il cosa senza il come non ha senso, tanto quanto non lo ha il come senza il cosa. Troppo astratto? E’ semplice: avere idee geniali non serve a niente se non si sa come veicolarle. Nel mondo della politica, poi, il come assume un’importanza ancora più fondamentale. Nel come stanno la condivisione, il modus operandi, la trasparenza delle procedure, la capacità di arricchire il proprio progetto iniziale con contributi esterni e naturalmente l’aspetto comunicativo. Il come, insieme al cosa, fanno la differenza fra chi riesce (anche con fatica, ma sapendo in quale direzione muoversi) a cambiare le cose e chi lancia idee e suggestioni (anche giustissime) contro il vento, che gliele ributta in faccia o le fa risuonare nella solitudine dei dirupi. Detto questo, penso di avere anche la prima sinusite della mia vita a cerco qualche cremina balsamica che mi curi.

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