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Il discorso pubblico in Italia, fra leadership e sottomissione

Nel discorso pubblico esistono varie sfere: c’è quella mainstream e poi c’è quella critica ma comunque accettata. Fuori dal discorso pubblico, inizia il mondo degli argomenti (magari importantissimi) che non vengono affrontati se non episodicamente, quando un eclatante fatto di cronaca li riporta alla ribalta. Per esempio le disuguaglianze sociali, la violenza di genere nel mondo, la lotta per le risorse o via dicendo. Bazzecole, insomma.  Lasciamo da parte il fatto che le mie definizioni possano essere leggermente inesatte, l’importante è che ci capiamo. Guardiamo i titoli dei giornali oggi: il governo tiene alle Camere, si parla di Pontida, dell’asse Bossi-Berlusconi, dell’ipotesi di spostare i ministeri al Nord. E questo è il discorso mainstream, in qualche modo imposto dalla leadership politica. In Italia, la maggioranza ha sapientemente appreso a scegliere strumentalmente temi che hanno poca o nessuna attinenza con le reali priorità del Paese. Per esempio: che rilevanza ha lo spostamento di un ministero per un laureato disoccupato? o per una famiglia che ha visto erodere il proprio potere di acquisto? Per fortuna, nella sfera critica ma accettata, si fa spesso strada la voce autorevole del Presidente Napolitano, che invece ha un innato talento nel riportarci coi piedi per terra. Trapelano anche le voci delle opposizioni, anch’esse troppo spesse ridotte a inseguire i temi e le argomentazioni della leadership. Ecco uno dei nodi da risolvere: il discorso pubblico non si amplia né si approfondisce quando le voci critiche sono poche o si appiattiscono sull’agenda già in atto. In Italia è difficile riuscire a farsi strada fra le maglie di un terreno mediatico fitto di interessi e insidie, questo va ammesso. Ma – come hanno dimostrto recenti campagne elettorali – non è neppure impossibile. Bisogna avere coraggio, inventiva, volontà. Altrimenti continueremo a sentir parlare di fuffa, e ai reali problemi di questo nostro disastrato Paese continuerà a essere data una rilevanza prossima allo zero. Mentre di disequilibri su scala mondiale ne parleremo solo quando ci toccano direttamente, senza approfondire né capire il contesto più ampio in cui si collocano. Il tema dei profughi, dell’immigrazione e di Lampedusa è l’esempio più lampante di quanto ancora occorra fare per avvicinarci a un’informazione corretta.

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