Home

Metti un sabato di sole, forse il primo dove l’aria inizia ad avere un sentore di primavera. Il PD di Zona 6 ha organizzato un banchetto di raccolta firme per le dimissioni di Silvio Berlusconi in zona Darsena e vado lì a passare qualche ora del mio pomeriggio, perché penso che dopotutto ne valga la pena. La misura è colma al punto che la spinta delle firme – si spera – potrebbe dare un ulteriore colpetto al barcollante premier. In quelle ore tutto sommato piacevoli, passate al sole e senza giaccone, mi sono resa conto di parecchie cose. Alcune preoccupanti, altre incoraggianti. Partiamo da qui. Di incoraggiante c’è che molta gente veniva a firmare senza bisogno alcuno di ulteriori pressioni. Persone di tutte le età che, alla vista del banchetto, cambiano letteralmente espressione: tanta è la voglia di fare qualcosa di concreto per dare una svolta a quest’Italia attanagliata dalla narrazione dei vizietti di B. Molti i giovani, altro dato incoraggiante. Come incoraggiante – almeno a mio parere – la mestizia con cui chi non condivideva la nostra battaglia ci guardava. Gente triste, delusa o spesso arrabbiata. A volte sono volate parole non proprio gradevoli, sintomo del nervosismo di chi si rende conto di aver puntato sul cavallo sbagliato. E qui, però, si arriva a uno dei nodi fondamentali. Ovvero: queste persone se la prendevano con noi utilizzando le stesse categorie di pensiero e le stesse espressioni che il premier, per anni, ha diffuso sui mezzi di informazione italiani.  Del tipo (riporto alcune frasi realmente sentite) “sarebbe meglio che ci fossero meno comunisti” e “andate a lavorare”. Sulla prima, non c’è molto da dire. Il PCI ha cessato di esistere (a volte penso: purtroppo) quando ero ancora una bambina. Sulla seconda invece di cose da dire ce ne sono, e tante. Dire a una persona che impiega il suo sabato pomeriggio per una battaglia civile e democratica di andare a lavorare è lo specchio di un’ignoranza acrimoniosa sempre più diffusa. Un’ignoranza – ed è questa la cosa peggiore – che non si vergogna più ma che anzi pretende di dominare il Paese.

E’ questo il portato più tragico di questi venti anni ed è questo il motivo per cui occorre intraprendere una battaglia culturale prima ancora che politica. Altro dato preoccupante: il numero di persone che firmavano dicendo che però “non conta niente, quello non se ne va”, oppure “ci vorrebbero le bombe”. E’ il segnale che si è persa la fiducia nei giochi democratici. Forse è vero, mandare via Berlusconi è più difficile del previsto. Aggrappato al potere, nega strenuamente le sue colpe e, grazie al dominio incontrastato dei mass media, convince anche una buona parte della popolazione della sua innocenza. Ma per fortuna sono ancora in tanti a mostrare la capacità di indignarsi. Le persone che gremivano il Palasharp e quelle chc manifestavano ad Arcore, senza parlare di quelle che scenderanno in piazza il 13 febbraio. Se non ora, quando? Quanto ancora vogliamo aspettare per riprendere in mano le sorti di un Paese alla deriva? Guardando indietro rabbrividisco: ho passato quasi tutta l’età della ragione nell’epoca berlusconiana. Una corrente di semplificante demagogia ha invaso il dibattito pubblico e si è insinuata nel pensiero, rovinando chiunque non avesse dalla sua le armi di un forte senso critico. Sì, rovinando. Le persone si rovinano quando viene loro propinata una realtà artificiale, dove regnano l’individualismo, il cieco ottimismo e l’attrettanto cieco rifiuto del diverso. E chi non accetta questo sogno plastificato? E’ un mestatore, un invidioso, uno scarto della società. Incapace di godersi la vita e per questo dedito alla distruzione di ciò che gli altri (il governo del fare) costruiscono. Da queste dinamiche voglio uscire. Voglio tornare a ragionare sulla complessità e voglio che il mio Paese torni a farlo. Solo così riuscirò a sentirmi cittadina di una nazione civile, dalla gloriosa tradizione e pronta ad affrontare con inventiva le sfide del futuro.

Annunci

2 thoughts on “Raccolta firme per le dimissioni di Silvio Berlusconi

  1. Pingback: Raccolta firme per le dimissioni di Silvio Berlusconi | Politica Italiana

  2. Prima le dimissioni e poi gli aprirei le porte di S.Vittore…..inoltre gli chiederei di risarcire lo Stato per i danni procurati!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...