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Cari & saltuariamente affezionati lettori, oggi mi confeziono un bel post di autopromozione…che non fa mai male!

Sono state settimane intense, le scorse. Andando indietro, alla seconda settimana di giugno, c’è stato il traning di Operazione Colomba a Rimini, o meglio nelle collinette soprastanti la città. 5 giorni fuori dalla pressione del mondo esterno, per guardare con calma dentro di noi. Nel profondo delle motivazioni per partire, per adottare la non violenza, per essere a fianco di altre persone che di diverso da noi hanno il luogo di nascita e la cultura, non certo la dignità e il valore. Ma questo è un discorso che varrà la pena affrontare con calma fra poco, mano a mano che si avvicinerà la mia partenza per il Kossovo.

Comunque sono tornata a Milano con i postumi di un mal di gola devastante, con gli antibiotici in saccoccia, e mi sono preparata a una settimana di tutto rispetto. Perché dopo aver partecipato come pubblico – qualche tempo fa- a l’Infedele di Gad Lerner (indimenticabile la battuta di uno dei miei barman preferiti ieri sera: “ecco perché non venivi più, eri in tv!”), sono stata spedita, in qualità di redattrice in erba di Green Me, a registrare due puntate di una trasmissione su Odeon TV!

Beh, ve la spiego con ordine. Chi mi conosce da tempo sa che sono praticamente nata con in mano un libro, un quaderno, una penna e una matita. Leggere, scrivere, disegnare, comunicare sono sempre state passioni profonde per me. I miei primi esilaranti articoli e i miei primi spot pubblicitari erano contenuti dentro alle riviste di cui ero caporedattrice…alle elementari 🙂

Ovviamente penso di essere stata letta solo da qualche compagno di classe oltre che da zie e genitori, che andavano in sollucchero vedendo le mie creazioni. Sempre all’epoca risale la creazione del mio primo partito a vocazione femminista, ma questo è un altro discorso.

Quindi, ho sempre voluto scrivere, ed ho sempre scritto. Ovunque. Qualunque cosa. In qualsiasi circostanza. Per me o per gli altri. Inizialmente era quasi tutto per me, poi con gli anni sta diventando quasi tutto per gli altri, anche se mai disdegnerò il raccoglimento del mio diario personale.

Tale essendo la mia passione,  inizialmente avrei voluto fare la scrittrice. Ho scritto racconti e mi sono scontrata con la mia atavica inconcludenza, con un flusso di pensieri e idee troppo rapido e incostante. Mi sono resa conto che mai sarei riuscita a scrivere un vero e proprio romanzo, come inizialmente sognavo. E allora via di articoli, analisi, contenuti di diversa natura. Tutto un po’ irrazionale e sconclusionato, finché non ho capito che dovevo darmi una disciplina e conseguire un obiettivo. Così ho colto la palla al balzo di un incontro fortuito, e mi sono proposta a Green Me.

Si tratta di un sito consumer oriented sul green lifestyle. Detto così non si capisce niente: andatelo a vedere e capirete perché sia così piacevole scriverci. Oltre al tema – per me interessantissimo – della green economy e della sostenibilità, dentro ci lavorano persone squisite, ed è una realtà già ben conosciuta nel web. Nonostante il mio viscerale amore per la carta stampata, infatti, non nego che la Rete è la mia dimensione ideale: un universo di correlazioni e riferimenti incrociati, dove la condivisione assume un valore inedito.

E poi c’è Green Biz, la nuova creatura editoriale più tecnica e business oriented. Un altro bellissimo progetto per il quale scrivere è un piacere.

La cosa più interessante di tutto questo – oltre al fatto che fra qualche tempo mi ritroverò in tasca il tanto sospirato tesserino da pubblicista – è che rappresenta anche una grande opportunità per fare cose nuove. Come la trasmissione a Odeon, appunto. Non mi sono ancora rivista e ho abbastanza paura del momento in cui questo accadrà, ma intanto sono andata. Non potete rendervi conto dell’iniziale fibrillazione. Effetto videocracy? Non proprio: mi sentivo addosso la responsabilità di rappresentare Green Me, volevo essere preparata, ma il tempo era pochissimo. Per fortuna, bene o male, ce l’ho fatta. Ho fatto qualche ricerca, prodotto circa una decina di fogli sulle tematiche che sarebbero state affrontate e poi li ho ripetuti, come prima degli esami. Poi ho preso il taxi e ho chiacchierato tutto il tempo con uno dei pochi tassisti davvero simpatici di Milano. Non era né leghista, né berlusconiano, né razzista e neppure scorbutico. Magari ho avuto io una brutta esperienza, ma non ho mai trovato prima un tassista che non rientrasse in una di queste perniciose categorie! E così parlando di green economy con lui, mi sono completamente calmata. Una volta negli studio non tremavo più. E la trasmissione è stata incredibilmente gradevole.

Questo è un post di autopromozione, si diceva prima. Perché la self-promotion, specialmente nelle nuove professioni, è una chiave fondamentale del successo. Sembra assurdo ma si può trovare lavoro perché si è blogger, perché si partecipa a certi eventi, perché si parla della cosa giusta al momento giusto. Se ci pensate ha senso. Essere comunicatori significa essere profondamente inseriti nella realtà, studiarla per anticipare i cambiamenti. E se si è particolarmente pazzi come me, voler anche far parte del cambiamento. Mettersi in mezzo a progetti che pensi potranno cambiare in meglio la storia del pianeta, o almeno di un suo pezzettino.

Ecco perché è grandioso scrivere su Green Biz e Green Me. Ecco perché dovete assolutamente frequentare quei siti. E poi ci sono i miei articoli, che come sapete sono sempre sfiziosi 🙂

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