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Sarà perché ho avuto la fortuna di nascere in una famiglia in cui di politica si è sempre parlato a tavola e in soggiorno; sarà che sono curiosa; sarà che ho passato il liceo in manifestazione, scendendo in strada non appena ce ne fosse un valido motivo. Sarà quel che sarà: per me la politica non è noia. E’ coinvolgimento, passione, voglia di immaginare un futuro diverso e migliore.

Allo stesso tempo, mi rendo benissimo conto, essendo dentro e fuori allo stesso tempo da questo mondo, che la cittadinanza ha un rapporto sempre più controverso con la politica. Per la maggior parte delle persone della mia generazione, la politica è qualcosa di scarsamente comprensibile e ancor meno interessante.

Ed è con questa situazione che la politica deve tornare a fare i conti se vuole essere di nuovo, e non solo per piccoli gruppi ristretti, coinvolgimento, passione e voglia di immaginare un futuro diverso e migliore.

Ecco perché mi ha fatto piacere passare tre ore del mio sabato pomeriggio nella Darsena di Milano. Perché finalmente ho assistito a una manifestazione politica che non era noiosa né inutile, che aveva le carte in regola per coinvolgere i passanti e riuscire a interessare chi, di solito, alle manifestazioni di partito interessato non è.

Darsena di Milano, sabato pomeriggio. Gli elementi classici di una manifestazione politica ci sono tutti: striscioni, bandiere, interventi degli organizzatori, la presenza di militanti e  membri di partito.

Ma c’è anche molto di più: il rapporto con le associazioni e la dimensione ricreativa. Perché oltre al contenuto politico, che è necessario in ogni occasione di questo genere, c’è anche il momento di aggregazione e divertimento. Perché no? E’ anche un modo di far vedere che la città può e deve essere diversa: una città accogliente, dove si fa musica per le strade, dove gli spazi aperti tornano a essere luoghi di aggregazione e incontro. A creare l’atmosfera giusta ci pensano i Selton, che si esibiscono su un piccolo palco sul Naviglio Pavese. Un gruppo brasiliano che esegue impeccabilmente cover dei Beatles e canzoni del repertorio di Cochi e Renato cantate in portoghese.

E’ bello vedere i passanti che si fermano ad ascoltare incuriositi, che si aggirano fra i banchetti delle associazioni e guardano le foto esposte della Darsena che un tempo era, e che presto potrebbe tornare a essere. La minaccia dell’ennesimo, grigio parcheggio pare scongiurata.

Ma il cambio di direzione della giunta sa tanto di manovra elettorale: ecco perché bisogna continuare a stare sul pezzo e informare la cittadinanza che, se un altro pezzetto di storia milanese non è stato impietosamente sacrificato a una gestione senza progettualità né prospettiva, è merito soprattutto di chi – opposizione in Consiglio Comunale, associazioni e comitati –  ha passato gli ultimi anni a battersi contro gli scellerati progetti del Comune guidato da Letizia Moratti.

Il concerto termina, la sera si avvicina. Abbiamo visto tanti volti, i Navigli erano vivi più che mai: la musica, i banchetti, la manifestazione dei Bersaglieri. E’ questa la città che vorremmo, una Milano che vive nelle strade e non soltanto nel chiuso dei locali. Una manifestazione come questa può servire a raggiungere l’obiettivo. Speriamo che non sia l’ultima di questo genere.

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