Pocket Revolution's Blog

Piccole Rivoluzioni Tascabili per sognatori e ribelli

IX – Night poem # 2

Il non senso ha preso luogo.
Fra le pieghe del quotidiano;
negli anfratti dei pensieri
cui non si lascia tempo di scorrere.

Fra le malinconie di vite non provate
(troppo facile il primitivo arrendersi),
fra le sensazioni
alle quali non vogliamo prestare attenzione.

Abbiamo stretto i denti
a lungo, finché ha fatto male;
abbiamo stretto i pugni,
stretto i pugni per non picchiare.
Ci siamo presi fra le mani la testa
per non farla vorticare.
Abbiamo aperto gli occhi
ma solo per non vedere.

E mentre noi lottavamo
il non senso ha preso luogo.
Ed è con ritardatario sollievo,
che abbiamo sentito l’onestà dell’assurdo:
quel poter finalmente ammettere
che quasi sempre la vita è cieco brancolare.

Ma che in quella cecità stia vera luce,
quella è la strada da esplorare.
Che la verità si trovi in fondo a un bicchiere,
o nei riflessi che riverberano nei canali stenti.
Che la verità sia in un giardino nascosto dai muri
o nelle urla di un vecchio pazzo.
Che la verità sia un altro nome della ricerca,
e che follia sia l’equivalente della coscienza
e il contrario della rassegnazione.

Che il non senso ci insegni finalmente a vedere
ciò che il buon senso vorrebbe cancellare:
che violentemente ci mostri il ridicolo dei discorsi seri,
la serietà dei discorsi ridicoli.

Che discontinuità, slanci e bruschi arresti
ci salvino dalla palude delle certezze,
dai binari sicuri che conducono al vuoto,
dal quieto adagiarsi
troppo simile alla Fine.

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