Messaggero di mondi lontani,
portatore di profumi
o di un alito di libertà.
Mi accarezzavi il volto stanotte,
mentre i piedi danzavano sull’asfalto
di uno sconnesso ritorno.
E pensavo che come questo cammino
il vento è un continuo passaggio
fra un luogo e un altro,
fra l’istante e ciò che verrà.
Tante volte ti ho cercato
lungo le rive sabbiose,
sulle creste delle colline,
negli angoli delle piazze.
Quando ti trovo mi sollevi
mi mostri il regno delle possibilità
rischiarando la notte
e dando luce alle stelle.
Mi manchi nella confortevole immobilità,
nella velata foschia del quotidiano,
nel marasma di un eterno presente.
Continuerò a cercarti.
A rischio di farmi portar via,
in un mondo sconosciuto.