Il mio tutto è talmente vicino al niente,
che ho voglia di appallottolarlo in una mano
e gettarlo via.
Eppure, quando lo osservo,
così, ritorto su se stesso,
pieno di bagliori e forme scoscese,
quasi dispero di potermene mai liberare.
Perché quel tutto, che è anche un’immensa pochezza,
è ciò che ho oggi,
sono i sassolini che ho raccolto in spiaggia,
i libri che ho letto a tarda notte,
la musica che ha accompagnato i miei pianti,
le persone che ho incontrato,
le idee che mi hanno cambiata.
Tutto ciò che ho amato e profondamente odiato,
tutto ciò che mi attrae e mi disgusta,
sta lì, occhieggiando sul mio palmo,
denso di memoria mai sopraffatta.
Il mio tutto è talmente vicino al niente,
che ho voglia di buttarlo lontano.
Ma cosa resterebbe, allora, di me?