Ebbene sì. Amo la solitudine. Non solo lo ammetto, ma ne vado anche fiera. Riuscire a stare da soli con i propri pensieri e i propri problemi è una capacità che sempre meno persone possiedono. Il fatto è che da sola entro nel mio mondo, quel mondo in cui ho imparato a vivere fin dalla mia infanzia di figlia unica e sognatrice. Un regno dove esistono la musica, le parole e le atmosfere evanescenti che stando con me stessa riesco a trovare e gustare.
Sono asociale? No, non credo. Ma penso che niente possa sostituire la solitudine. Se è vero che ognuno di noi ha un campo energetico e può influenzare gli altri con il proprio umore e con la propria presenza fisica, allora restare soli è forse l’unico modo per misurare davvero se stessi. Da sola sono tranquilla, o per lo meno so in che modo trovare la pace. Camminando nelle sere umide d’inverno o nei pomeriggi crepuscolari; ascoltando musica decadente che mi faccia arrivare al fondo del malessere per poterlo meglio esorcizzare; utilizzando la scrittura o la matita per esprimere emozioni e sciogliere nodi.
Tutto questo non esiste all’interno di un gruppo e nemmeno quando si è in due. E’ per questo che a volte, nel mezzo della gente, delle altrui parole e degli stimoli esterni, penso solo a rintanarmi in un angolino. Nella mia stanza-alcova, in un prato, ovunque io non debba fingere né fare sforzo alcuno. Perché a volte la misura è colma, e l’unica cosa che desidero davvero è stare con me stessa e tuffarmi nei miei pensieri, belli o brutti che siano. E’ in quei momenti che mi guardo dentro e che allo stesso tempo divento immensamente ricettiva nei confronti del paesaggio, del cielo, di quello che mi attornia e che spesso rischio di non vedere.
Cosa c’entra questo con i Ragazzi a Tempo Indeterminato? Ancora non lo so. La maggior parte di noi, come dicevo all’inizio, non è più capace di stare sola. Forse abbiamo paura di noi stessi, delle nostre insicurezze, dell’essere vulnerabili. Perché in gruppo si pensa di essere più forti. Ma è stando soli che si misura la propria autonomia e ci si trova – onestamente, senza via d’uscita – di fronte alle proprie contraddizioni e debolezze. Conoscendo e imparando ad affrontare le quali, si diventa davvero adulti.