Insopportabile, a volte lo sono
per gli altri e per me stessa
con le mie troppe pretese
e le mie alte difese.
Difese contro tutto ciò che è banale,
per la paura di una vita senza immaginazione.
Il solito terrore di non essere io,
quella speciale.
Riesco solo a perdermi
nelle mie contraddizioni
voler essere qui e sempre anche altrove,
un altrove che non esiste.
Voci discordanti
in perenne contrasto
dentro la mia testa.
E io giro in cerchio,
giro in cerchio e non mi muovo.
Voglia di strapparsi di dosso catene.
Catene di cui ho io la chiave.
Che mi tengono legata al suolo,
quando vorrei solo volare.
Volando potrei non più tornare.
Lo riconosco, e me lo nego.